10 Nov 2013

Venerdì mattina ci siamo recati al būs de la paül e insieme ad alcuni ornitologi abbiamo liberato alcuni uccelli.

Prima gli uccelli sono stati catturati in reti speciali mist-net (reti-nebbia) dove non subiscono danni.

Sono stati messi in un una tasca, successivamente è stata identificata la specie, messo l'anello e prese alcune misure (penne remiganti, peso, dimensione del tarso, muscoli, grasso ecc.) è stato riconosciuto il sesso e l'età (quando è stato possibile) ed infine sono stati liberati il tutto è durato pochissimi minuti (in genere sono più veloci).

E' stato emozionante vedere gli uccellini prendere il volo dalle mani della studiosa, per passare tra le gambe dei bambini e nascondersi nella siepe poco distante.

Gli uccelli vengono inanellati per poter avere dei dati così da poterli studiare per conservarli e più proteggiamo gli uccelli più proteggiamo la natura e viceversa.

A scuola poi c'è stata la seconda parte del lavoro, abbiamo osservato le foto degli uccelli sul sito www.birds.it e poi siamo andati nel cortile a guardare lo stormo di storni.

wow volavano proprio sulla nostra testa....

qui ci sono alcune foto

 

ecco alcuni uccelli che abbiamo visto o di cui abbiamo parlato (gli ornitologi, per adesso,  hanno individuato 81 specie diverse di uccelli nella riserva della Rocca di Manerba)

capinera

codibugnolo

pettirosso

pernice rossa

cesena

gheppio

picchio muraiolo

martin pescatore

storno comune

Un ultima curiosità al passo di Spino in provincia di Brescia  è stato inanellato il primo uccello italiano, un codirosso. Era il 3 settembre 1929 e dal 1999 è in funzione un Osservatorio Ornitologico