27 Apr 2013
cartina ittita

Gli Ittiti si stabilirono verso il 2300 a.C. in Anatolia (l’odierna Turchia) Furono i primi a lavorare il ferro, di cui custodivano gelosamente il segreto. Grazie alle armi realizzate con il ferro, molto più resistenti di quelle in bronzo utilizzate dagli altri popoli, sottomisero molte terre circostanti. Nel 1595 a.C. conquistarono anche la Mesopotamia e saccheggiarono Babilonia.

Le fonti storiche che ci raccontano di questo popolo sono pochissime. Più rilevanti sono sicuramente i documenti ittiti scoperti nelle varie spedizioni di scavi archeologici.

Una prima testimonianza in proposito è data da un documento nel quale AnchesenAmun, figlia di Akhenaton e Nefertiti, faraoni d’Egitto, e vedova di Tutankamon, chiedeva al re ittita Suppiluliumas di poter sposare uno dei suoi figli. In realtà la regina egizia voleva sottrarsi dal potere del padre Eje, gran sacerdote, che aveva regnato alla sua ombra e del marito, divenuto famoso per il tesoro trovato nella sua tomba. Il re ittita, vincendo alcune titubanze, invia uno dei suoi tanti figli che viene ucciso assieme alla sua futura sposa, perordine di Eje. Nefertiti farà in modo che venga incoronato faraone Ramsete, con cui inizierà un nuovo periodo di fioritura per l’Egitto. Questo documento testimonia l’importanza che gli ittiti avevano assunto nel quadro politico internazionale. 

Gli ittiti ebbero molti contatti con gli achei, i cretesi ed i troiani. Questo è dimostrato dalle numerose similitudini individuate tra questi popoli: elmo impiegato in guerra, adorazione del toro, tipologia dei palazzi reali (in particolare quello di Cnosso è molto simile alla rocca regia di Hattusas), lavorazione dei metalli. 

Ad Hattusas, unica città anatolica ricca di acqua, è stata individuata la più antica biblioteca del mondo (circa 1500 a.C.), superiore come età a quelle di Assur, eretta da Tiglatpileser nel 1000 a.C., e di Ninive, costruita da Assurbanipal nel 650 a.C.. Il tempio del dio della tempesta individuato nella capitale ittita ricopre una superficie equivalente a quella di un campo di calcio. Hattusas aveva delle mura ciclopiche, molto imponenti, simili a quelle di Micene. Le porte di accesso erano protette da torri. Questo dimostra l’abilità dell’ingegneria edile degli ittiti ed il loro forte senso della difesa dovuto al fatto che erano continuamente in guerra con le popolazioni limitrofe. 

Dal punto di vista militare avevano nel carro da guerra la loro arma micidiale. Questo carro, molto simile a quelli sumero e scita, differiva da tutti perché poteva trasportare tre persone (il cocchiere e due soldati), mentre gli altri solo due. Questo conferiva al carro ittita molta mobilità ed una pericolosità a 360 gradi. Questa arma spaventò molto gli egiziani di Ramsete, tanto da costringerli ad un armistizio. Anche le armi e le corazze ittite erano imponenti. 

Utilizzarono per la scrittura il "luvico figurato", che richiama, per certi aspetti la scrittura geroglifica egiziana. Impiegarono anche il codice "lineare B" adottato dai Cretesi.

Amavano tessere i propri indumenti e tinteggiarli. Collezionavano molto oro, a testimonianza dei loro bottini di guerra. Lavoravano i metalli e la pietra. Nella pittura non fecero molti progressi: essa era impiegata per raffigurare le divinità. 

Vivevano prevalentemente di pastorizia e di agricoltura. Impiegavano la magia per scopi religiosi: in questo modo nacquero molte superstizioni. 

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Società 

Si conosce poco circa la società ittita. Esistevano una classe regale ed una sacerdotale, anche se il re era considerato sommo sacerdote e presiedeva tutte le

funzioni di carattere religioso. 

Il re, dunque, deteneva gran parte del potere, anche se esisteva un Consiglio dei Nobili, che assolveva ad alcune funzioni: partecipare con il re alle decisioni in materia di guerra, collaborare alla stesura di leggi e soprattutto educare i giovani nobili ed inparticolare i giovani re verso l’amore per la patria e la giustizia. Con l’andare del tempo questa assemblea perse prestigio. 

La maggior parte del potere economico era gestito dagli aristocratici che disponevano anche di notevoli proprietà terriere. 

Esisteva anche una discreta classe militare, considerata la bellicosità del popolo ittita. I generali potevano prendere parte del bottino e, soprattutto, fare schiavi alcuni dei prigionieri. Quindi, presso gli ittiti, gli schiavi erano molto diffusi. 

Anche la donna deteneva un determinato potere. Nel palazzo reale era la regina a comandare. Essa inoltre partecipava alle riunioni di guerra e di giustizia. Questa situazione riflette il fatto che la società ittita ha avuto origine da quella dei protohatti

che avevaun carattere spiccatamente matriarcale.

Le divinità ittite erano molte: la storia lo tramanda come il popolo dei mille dei . Essi facevano propri tutti quelli venerati dai popoli che conquistavano, in quanto credevano che questo conferisse loro più potere. Inoltre gli ittiti fecero proprie le diverse divinità anatoliche, chiamandole con il nome hattico. Ciascuna divinità era adorata per dare una risposta a tutto ciò che gli ittiti non riuscivano a spiegarsi. In questo modo Il più importanti era: Taru, nome hattico del dio della tempesta.

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